La Libertaria

Colombia, Febbraio 2025

LE TAPPE, I RACCONTI, LE IMMAGINI

Il ritorno in Colombia e i primi incontri – prima tappa

Dopo alcune tappe di avvicinamento, la strada del nostro ritorno in Colombia si è subito incrociata con i membri della cooperativa CENCOIC. La grande realtà indigena, compagno chiave nell’importazione del caffè, è un nostro prezioso collaboratore. L’incontro con i già noti tecnici agronomi ci ha fatto condividere diverso tempo presso la finca Por Fin a Tunìa, un’antica proprietà colonica acquisita dalla cooperativa indigena e trasformata in una sede di sperimentazione e didattica sulla coltivazione del caffè. Dopo aver approfondito alcuni aspetti in campo, ci siamo spostati nei vicini spazi logistici a Piendamò. Un’occasione per riunirsi e confrontarsi anche con i membri dei collettivi tedeschi Aroma Zapatista e La Gota Negra, anch’essi in visita presso i rispettivi produttori del Cauca.

Limoncito – seconda tappa

Dopo i primi giorni dall’arrivo in Cauca, la prima visita ai produttori ci ha riportato nel complicato territorio della vereda di Limoncito nel municipio di El Tambo. Tra le miniere illegali di oro, il passaggio di gruppi guerriglieri e il monocultivo delle piante da carta, l’associazione AGROSOLIDARIA sta sperimentando pratiche per la valorizzazione del proprio caffè. Le attività dell’associazione rappresentano un tentativo di resistenza alle minacce del territorio; il mantenimento di una comunità solidale in grado di sostenersi attraverso il mutuo appoggio nel lavoro e nella condivisione del suo sviluppo. La visita a diverse fincas si è conclusa tipicamente con un pranzo e un momento assembleare finale.

A questo link potete trovare un breve report della nostra visita nelle parole del referente di Limoncito.

I movimenti urbani a Popayan – terza tappa

Nella nostra permanenza in Cauca, abbiamo speso diverso tempo nella già nota Popayan. Si tratta di una città di alcune centinaia di migliaia di abitanti e che affronta numerosi criticità sociali. In questa fusione fatta da persone provenienti dalle campagne o dai numerosi profughi interni, sono presenti ampie e diversificate realtà popolari. Il movimento dei Los Comuneros, rete delle comuni della città, si muove riportando la voce delle persone che vivono ai margini in condizioni più critiche e affrontano un mercato del lavoro di totale precarietà. La partecipazione a un Huella (cucina collettiva e popolare) del movimento nel quartiere storico di Popayan e poi la visita all’Ecobarrio Sìnai, ci hanno portato a stretto contatto con alcune situazioni del capoluogo. L’Ecobarrio Sinai è un quartiere agglomerato che si autogestisce cercando di rispondere ai bisogni individuali e collettivi.

Visita all’Associazione Asocal a Caldono – quarta tappa

Alcune giornate della nostra visita ci hanno riportato a Caldono grazie all’associazione ASOCAL. L’associazione campesina-indigena gestisce diverse strutture collettive e, da alcuni anni, ha avviato anche un progetto di torrefazione del caffè. Le uscite nei cafetales e le sessioni di tostatura hanno fatto da cornice a numerosi momenti di scambio reciproco di osservazioni ed esperienze.

Tra questi, alcuni sono stati dedicati in modo specifico alla qualità del caffè e alla condivisione dei processi comuni necessari alla realizzazione dell’intera filiera. Una giornata particolarmente significativa è stata quella trascorsa insieme al collettivo Aroma Zapatista e alla cooperativa CENCOIC. Con loro abbiamo avuto modo di confrontarci sul progetto della panela Las Tres e, in particolare, sulla possibilità di adattare i laboratori di ASOCAL alla trasformazione della canna da zucchero.

Visita a La Vega – quinta tappa

Nella parte conclusiva del nostro viaggio abbiamo raggiunto il terzo gruppo di produttori che riuniscono il caffè che utilizziamo oggi nelle nostre miscele. Nella vereda di Albània nel municipio di La Vega, dopo lunghe ore di viaggio per i ripidi pendii del massiccio colombiano, abbiamo finalmente ritrovato alcuni membri delle associazioni campesine ASPROVEGA e ASPROAURORA. Le due realtà, per quanto afflitte dall’abbandono dei giovani dal territorio, fanno parte di quel complesso che è il Proceso campesino y popular de La Vega. Negli spazi della scuola campesina Amolando Sabidurìa, abbiamo condiviso momenti assembleari di scambio e confronto. La visita alle coltivazioni di alcuni associati sono stati gli ultimi momenti nelle profondità di queste splendide montagne del macizo. Da lì a poco il ritorno in Italia.

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